Aspettando la sprint review

C’è un’aria di tensione sospesa la mattina della review, un’atmosfera satura di elettricità che non sentivo dai tempi degli esami all’Università.

Il giorno di review è il Venerdì che già di per se si vive sempre con una indefinibile sensazione di rilassato piacere per la settimana che finisce; è il giorno dello slack time dedicato alla propria formazione, non ci sono richieste di interventi perché tanto qualunque modifica non potrebbe essere messa in produzione (“se poi succede qualcosa quando non ci siamo?”), eppure se il Venerdì sa di sospiro di sollievo questa attesa prima della review è l’inspirazione prima del sospiro.

Il prodotto che seguo come Product Owner ha un numero incredibile di stakeholders, o clienti interni che dir si voglia, distribuiti in 8 sedi diverse di cui 6 in altri paesi europei. Oggi si collegheranno da Bergamo, Barcellona, Worcester (UK), Eindhoven (NL), forse Parigi, saranno connessi parte tramite Polycomm video conference e parte in Skype, dovranno condividere tutti lo schermo che vedremo qui in sede, ascoltare le presentazioni che verranno fatte (inglese obbligatorio anche per chiedere di andare al bagno), interrompere la review, commentare e chiedere variazioni, potranno persino bocciare una user story e rimandarla al mittente. Qualcuno esprime il suo sogno di lanciare la sigla dell’Eurovisione RAI all’inizio della review.

Sul tavolo ci sono i bignè dell’amicizia, i manuali di scrum dicono che l’apporto di zuccheri favorisce la condivisione e crea una associazione mentale tra dolcezza e pratiche scrum, ma sarà difficile rilasciare questa sensazione di benessere via Polycomm quindi l’effetto glicemico sarà limitato al team e agli stakeholder presenti in sala.

Il team però ora è concentrato, oggi c’è anche il coach scrum e il team sente l’importanza della prossima ora e mezza come un raccolto di ciò che è stato seminato e coltivato con tanta cura nell’ultimo sprint di due settimane; il tester prova le ultime procedure, lo scrum master verifica le attrezzature per la call conference e contatta gli stakeholder, c’è un po’ di parapiglia, chi non risponde e chi prova a collegarsi senza riuscirci, chi è già collegato e chi non si sa se arriva.

Ore 11.00 si parte, il Product Owner (cioè io) dà il benvenuto e cerca di esprimere quanta più gioia possibile dall’avere tanti stakeholder alla propria review, la presenza del main stakeholder da Worcester mi rende un po’ nervoso ma mi ripeto che andrà tutto bene, la presenza del team alle spalle mi da energia. Fino a qui tutto bene.

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